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Dia, presentata la relazione semestrale. Preoccupa in Salento il rapporto tra criminalità e amministrazioni pubbliche

by Luigi Taurino
21 Luglio 2018 18:54
in Cronaca
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carla-durante

Carla Durante

Una nuova forma di criminalità organizzata, più evoluta, passata dalle stragi a suon di bombe e colpi di arma da fuoco negli anni ’90, all’utilizzo di metodologie più “intellettuali”, più tecniche nei giorni nostri e che predilige i rapporti con le istituzioni al fine di conseguire il maggior numero di appalti pubblici nei quali la mafia vede una grandissima fonte di approvvigionamento e che consente, altresì, di acquisire rapporti con la politica e controllo di grosse fette di territorio.

È quanto emerso dalla relazione della Dia riguardante il secondo semestre dell’anno 2017, resa nota alcuni giorni fa e che si apre con la parole che Papa Francesco ha utilizzato nel corso della sua visita presso la Commissione Antimafia.

In linea con tutto il resto d’Italia anche in Salento è così, anzi, un po’ di preoccupazione trapela per quel che riguarda la provincia di Lecce, dove, nel giro di poco tempo  tre comuni sono stati commissariati per infiltrazioni con la criminalità e in cui 7 imprese – su 27 in tutta la Puglia – sono state colpite da provvedimento di interdittiva antimafia.

“In Salento si registra, come accade in tutto il resto d’Italia, il fatto che la mafia abbia cambiato strategia. Da un sistema stragistico tipico degli anni ’90, ha optato per un apparato più silente, meno eclatante che crea minor allarmismo sul piano sociale e sollecita di meno gli interventi delle Forze di Polizia, utilizzando appalti, contatti con il mondo politico e Pubblica Amministrazione”, ha affermato nel corso della conferenza stampa per illustrare i dati il Vicequestore aggiunto Carla Durante Capo sezione della Dia di Lecce.

Per quel che riguarda i settori che portano guadagno, oltre agli appalti pubblici, ci sono sempre traffico e  spaccio di sostanze stupefacenti, usura, estorsione e si registra un certo interesse per quel che riguarda il comparto turistico

Tra i metodi maggiormente utilizzati a contrasto dell’illegalità c’è l’aggressione ai patrimoni; la segnalazione di operazioni finanziarie sospette, anche se, si sottolinea, è necessario analizzare caso per caso in quanto e la prevenzione sugli appalti.

“Ci troviamo di fronte a una sorta di ‘borghesia criminale’, termine coniato per individuare quei professionisti che prestato la propria attività a servizio della mafia, perché il nuovo ambito in cui si muove richiede queste figure professionali.

Preoccupazione per la scarcerazione di alcuni Boss condannati negli anni ’90? È chiaro che la scarcerazione potrebbe portare al risveglio di un’operatività finalizzata alla riorganizzazione o riaffermazione sul territorio.

Al momento la Sacra Corona Unita non sembra subire l’influenza della criminalità di altre regioni o altri stati, per quanto abbia rapporti di scambio, chiamiamoli così, ma in linea di massima agisce in un regime di autonomia”.

Tags: diadirezione-investigativa-antimafia
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