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Denaro e regali da imprenditori per “chiudere un occhio”? 87 anni di carcere per tredici agenti della Polstrada

by Angelo Centonze
3 Luglio 2018 12:26
in Cronaca
0

Avrebbero “chiuso un occhio” nei confronti degli autotrasportatori, ricevendo in cambio denaro e regali da numerosi imprenditori.

Il collegio della prima sezione penale (Presidente Gabriele Perna, a latere Sergio Tosi e Francesca Mariano) ha inflitto oltre 87 anni di carcere nei confronti di tredici agenti della polizia stradale al termine del processo, con rito ordinario, per il reato continuato di concussione.

Non c’è stata la riqualificazione del reato in indebita induzione a dare o promettere utilità (per alcuni episodi) e la concessione delle attenuanti generiche, come richiesto dalla Procura e dal collegio difensivo.

Le condanne

Nello specifico: 8 anni e 1 mese per Cosimo Maurizio Rampino (il pubblico ministero Guglielmo Cataldi ha chiesto 9 anni); 7 anni e 10 mesi per Giuseppe Amenini, 56 anni di Maglie (9 anni) e Leonardo Delle Donne, 50 anni di Martignano (10 anni); 7 anni e 6 mesi a Fabio Cazzato, 50enne di Lecce (7 anni); 7 anni e 4 mesi ad Ugo Rizzello, 56 anni di Seclì (7 anni) e Temistocle Perlangeli, 49 anni di Guagnano ( 8 anni); 7 anni a Cosimo De Giuseppe, 70 anni di Lecce (9 anni); Salvatore Lanza, 55 anni di Lecce (7 anni) ed Anna Maria Petrelli, 46enne di Vernole (8 anni); 6 anni ed 8 mesi per Giuseppe Piccinno, 61 anni di Aradeo ed Angelo Rapanà, 46 anni di Campi Salentina (7 anni); 6 anni e 6 mesi a Paolo Maria Centonze, 57enne di Cavallino (7 anni) e Roberto Tarantino, 64enne di Copertino (8 anni).

Non solo, poiché i giudici hanno disposto una serie di pene accessorie, quali: l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’impossibilità di contrattare con la Pubblica Amministrazione per la durata di 3 anni; l’estinzione del rapporto di lavoro con quest’ultima; l’interdizione legale durante l’espiazione della pena.

Gli imputati sono stati condannati al risarcimento del danno in favore di alcune parti civili (da liquidare in separata sede). Infine, occorre sottolineare, che per alcuni episodi di concussione, sono stati tutti assolti. Non solo, poiché in determinati casi, è stata dichiarata l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
Il collegio ha assolto pienamente il solo Sabatino Boenzi, 39 anni della Provincia di Benevento, “perché il fatto non sussiste” (come richiesto dal pubblico ministero).

Altri dieci imputati, in precedenza, hanno chiuso i conti con la giustizia, patteggiando la pena concordata con il pubblico ministero Guglielmo Cataldi.

L’inchiesta

Secondo la Procura, gli agenti avrebbero omesso di controllare i veicoli di alcune imprese locali, per ottenere in cambio denaro o altri benefici. In che modo? Attraverso i “giri”, ossia le visite che venivano fatti in gruppi di due o tre, presso le aziende per ricevere i “regali”. Non solo soldi, ma anche generi alimentari o buoni benzina.

C’era anche la modalità di guadagno degli “articoli”. In questo caso, i poliziotti agivano individualmente, avanzando le stesse richieste ai danni di autotrasportatori, all’oscuro di tutto, che venivano fermati occasionalmente sulle strade. Tale condotta sarebbe andata avanti per circa 20 anni, scoperta grazie all’intervento di un agente che era entrato in possesso di un foglio dove erano elencate le ditte.

Nel maggio del 2009, la Procura dispose anche l’arresto di ben sedici poliziotti della “stradale”.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, Luigi Rella, Michele Palazzo, Giuseppe Bonsegna, Laura Minosi, Luigi Corvaglia, Giancarlo Dei Lazzaretti, Pantaleo Cannoletta, Michelangello Gorgoni, Francesca Conte, Antonio Romano, Giuseppe Colella, Francesco Tobia Caputo, Maria De Carlo, Vincenzo Mariano, Luigi Greco, Antonio Savoia, Antonio Bolognese, Donato Mellone, Tommaso Donvito, Sergio Luceri, Carlo Reho, Corrado Passabì, Oronzo Mario Ingrosso, Enrico Chirivì, Anna Maria Caracciolo, Giuseppe Lefons, Donata Perrone, Cosimo Rampino.

Tags: concussione
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