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Colpi di ascia contro la madre, resta in carcere per omicidio volontario il 21enne di Racale

by Angelo Centonze
29 Giugno 2025 10:38
in Cronaca
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Conferma in lacrime di avere ucciso la madre, dopo un rimprovero, e ribadisce di averla colpita con un’ascia.

Questa mattina, davanti al gip Valeria Fedele, presso il carcere di Borgo San Nicola, è comparso Filippo Manni, 21enne, studente universitario di Racale. Parliamo dell’omicida reo confesso della 53enne, Teresa Sommario. Si tratta della ex moglie dell’assessore ai lavori pubblici, Daniele Manni, padre di Filippo.

Il ragazzo, assistito dall’avvocato Francesco Fasano, è apparso visibilmente scosso, e avrebbe iniziato a realizzare quanto accaduto. Il 21enne ha comunque sostanzialmente confermato davanti al giudice, in oltre un’ora di interrogatorio, quanto già sostenuto dinanzi al pm Simona Rizzo. In quell’occasione, il 21enne ha affermato di essere stato rimproverato dalla madre per essere entrato in casa senza salutare. E di essere salito al piano di sopra, di aver preso l’ascia, per poi compiere l’omicidio, mentre la madre lavorava al computer. Ed ha aggiunto che altre volte lo aveva pensato per scherzo, per poi farlo veramente. E ha detto che dopo l’omicidio voleva andare a fare un bagno a mare ed al cimitero per portare un fiore alla nonna.

Nel corso dell’interrogatorio di oggi davanti al gip, il 21enne ha aggiunto di fare uso di droghe leggere da un paio di anni, ma di non avere assunto sostanze stupefacenti il giorno del delitto. E ha riferito che, pochi giorni prima del matricidio, per una delle solite liti per futili motivi, ha rotto con un calcio il parabrezza dell’auto della madre.

Dopo l’interrogatorio, il gip ha convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato e confermato la misura del carcere. Secondo il gip vi è il pericolo di fuga, senza escludere “che avrebbe beneficiato della copertura e dell’appoggio di conoscenti a Roma”

Intanto, è stata disposta l’autopsia per far luce sull’efferato omicidio. Da un primo esame autoptico è emerso che il ragazzo ha colpito la madre con almeno cinque fendenti sferrati con varia intensità tra collo, nuca e spalla. L’autopsia che sarà eseguita, presumibilmente, dopo il conferimento dell’incarico al medico legale Alberto Tortorella, servirà a stabilire con esattezza la dinamica dell’omicidio e le cause esatte della morte della 53enne.

L’omicidio è avvenuto in via Toscana, intorno alle 14. Le indagini sono eseguite dai carabinieri del nucleo operativo di Lecce, dai colleghi del Nor di Casarano e della compagnia di Racale. Martedì pomeriggio, il ragazzo è stato portato in caserma, dopo essere stato visto sulla strada per Torre Suda, e ha risposto alle domande degli inquirenti, ancora in stato di choc. E secondo il gip, per capire le ragioni di un eventuale covato rancore, risulta “meritevole di approfondimento investigativo” quanto riferito dal ragazzo su quanto accaduto durante una cene natalizia in Calabria, ma di cui al momento non esistono riscontri. Egli ha fatto riferimento, sostiene il gip, soltanto alla generica insofferenza verso condotte  assillanti della madre ed alle frizioni dovute alla decisione di lasciare gli studi universitari per dedicarsi alla musica.

Tutto sarebbe partito da una lite in famiglia, ma ci sono ancora dubbi sul movente dell’omicidio. Il legale dell’indagato sta valutando la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica.

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