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Maxi inchiesta per presunta corruzione, tra Bari e Lecce. Ex assessore regionale rischia il processo

by A.C.
7 Marzo 2026 14:19
in Cronaca
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Il Tribunale di Viale De Pietro

Il Tribunale di Viale De Pietro

Chiesto il processo per Alessandro Delli Noci, ex assessore pugliese allo Sviluppo economico. I pubblici ministeri Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno chiesto il rinvio a giudizio, oltre che per Delli Noci, anche per altri 26 imputati. Tra di essi, compaiono gli imprenditori Alfredo Barone, 70 anni, originario di Biella (ex sindaco di Parabita), Marino Congedo, 83 anni, di Galatina e Maurizio Laforgia, ingegnere barese, figlio dell’ex presidente dell’Aqp Domenico Laforgia (estraneo ai fatti contestati).

E ancora, Angelo Mazzotta, 65 anni, responsabile, all’epoca dei fatti, dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce; Nicola Capone, 68 anni, di Lecce; Italia Santoro, 62 anni, di Lecce; Luciano Ancora, 65 anni, di Galatina; Michele Barba, 50 anni, di Gallipoli; Corrado Congedo, 63 anni, Giovanni Rapanà, 64 anni, leccese. E poi, Pasquale Gorgoni, 70enne leccese, e l’ex assessore Attilio Monosi, 55enne leccese. Due posizioni sono state invece stralciate in vista di una possibile archiviazione. E poi, nell’istanza della Procura compaiono anche tre società.

L’indagine, che ha riguardato il periodo compreso tra il 2018 e il 2021, si è soffermata sui presunti favori elargiti nei confronti di alcuni imprenditori (per possibili investimenti in ambito turistico-ricettivo) in cambio di sostegno elettorale.

Nella richiesta di rinvio a giudizio il quadro accusatorio appare pressoché immutato rispetto alla richiesta di misura cautelare per 11 persone, avanzata nel giugno scorso. Ricordiamo che il 10 e 11 giugno si sono svolti gli interrogatori preventivi, nel corso dei quali, gli indagati si sono potuti difendere dalle accuse, davanti al gip Angelo Zizzari.

Va detto che il 5 giugno scorso la Procura di Lecce aveva chiesto gli arresti domiciliari nei confronti di Delli Noci; lo stesso assessore aveva rassegnato le dimissioni l’11 giugno. E a luglio il gip non ha riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari e non ha disposto alcuna misura cautelare. Nel mese di luglio, i finanzieri eseguirono l’ordinanza di custodia cautelare del gip Zizzari, con la quale furono eseguiti tre arresti e vennero disposte misure interdittive per quattro persone.

Gli imputati rispondono a vario titolo delle accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici legati ai Programmi Integrati di Agevolazione (PIA), destinati a supportare gli investimenti delle PMI. Dall’attività investigativa svolta dal 2018 al 2023 dalla Guardia di finanza di Lecce, sarebbe emerso un sistema corruttivo legato soprattutto all’erogazione di fondi pubblici, regionali ed europei, in cambio anche di sostegno elettorale.

Secondo la Procura, tra gli obiettivi dell’associazione, vi erano il consolidamento e l’incremento del potere economico imprenditoriale nell’ambito dell’edilizia residenziale ed il condizionamento dell’azione amministrativa dei comuni di Lecce, Surbo e Gallipoli e della Regione Puglia. Tra i progetti finiti sotto la lente della Procura compaiono quelli co-finanziati dalla Regione Puglia, nell’ambito del “Pia Turismo”,  come “Stimmatine” e “Santa Lucia”.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Covella, Giuseppe Fornari, Stefano De Francesco, Valerio Spigarelli, Federico Massa, Francesco Vergine, Biagio Palamà, Amilcare Tana, Michele Laforgia, Riccardo Giannuzzi, Ladislao Massari, Giulia Bongiorno, Antonio Corvaglia, Giuseppe Gatti, Francesco Cavallo, Francesco Galluccio Mezio, Stefano Zurzolo.

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