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Rissa prima del corteo di Casapound: rigettata la richiesta di revoca dell’obbligo di dimora per 4 salentini

by Redazione
23 Agosto 2017 18:13
in Cronaca
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La decisione, in sede di Riesame, sulla revoca dell'obbligo di dimora presso il proprio Comune di residenza per alcuni ragazzi salentini, coinvolti negli scontri tra manifestanti di opposte fazioni politiche, è arrivata nel pomeriggio di ieri.
 
Il collegio presieduto da Stefano Marzo, giudici a latere Anna Paola Capano ed Antonio Gatto ha deciso di rigettare la richiesta degli avvocati degli appartenenti al gruppo "Binario 68 occupato" (il nome dello stabile in cui si radunavano i gruppi che si dicono "antifascisti") Carlo Sariconi, difensore del leccese Paolo Resta e Francesco Calabro in difesa di Carla Leo di Monteroni, Alessandra Rizzo di Trepuzzi ma domiciliata a Milano, e Matteo Pascariello di Lecce e residente a Bologna.
 
L'istanza di scarcerazione è stata avanzata dai difensori, dopo che il 16 febbraio, il Gip Annalisa De Benedictis dispose l’obbligo di dimora presso il proprio Comune di residenza per dodici persone, tra cui quattro salentini, con l'accusa di rissa aggravata, nell'ambito di un'inchiesta del Procuratore Aggiunto Antonio De Donno.
 
Difatti, a seguito delle indagini preliminari eseguite dalla Digos e della conferenza stampa tenuta dal Procuratore Capo della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, sul violento parapiglia che coinvolse gruppi antagonisti, nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 settembre 2014, nei pressi di Piazza Sant’Oronzo, prima di un corteo di Casapound, scattò l'applicazione della custodia cautelare che raggiunse otto appartenenti al movimento di estrema destra "Casapound" (tra cui non risulta alcun salentino) e quattro persone sopracitate (originarie del Salento) del gruppo antagonista, facenti riferimento a “Binario 68 occupato”. Quest'ultimi,  nell'ambito di una serie di contro-manifestazioni, si erano resi protagonisti di vari danneggiamenti e dell’occupazione per un lungo lasso di tempo, della stazione ferroviaria di Lecce ed infine della violenta colluttazione con i militanti di Casapound.
 
Vi è poi un altro filone d'inchiesta (coordinata dallo stesso De Donno e il cui fascicolo al momento è a carico di ignoti) che dovrà far luce sull'episodio di minacce telefoniche nei confronti della titolare di un B&B cittadino, in cui alloggiavano alcuni rappresentanti di estrema destra giunti a Lecce per partecipare al raduno.

di Angelo Centonze

Tags: casapoundprocessi
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