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Quasi 900 pugliesi sono già tornati a casa, ma l’esodo non deve preoccupare

by Redazione
5 Maggio 2020 12:58
in Attualità
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In meno di 24 ore, nel primo giorno della tanto attesa fase due di convivenza con il virus, sono 862 i pugliesi che hanno deciso di tornare a casa, in Puglia. Quasi 900 persone che hanno compilato il modulo di auto segnalazione sul sito della Regione Puglia. Ora, come previsto dall’ordinanza, dovranno restare a casa, in isolamento fiduciario, per quattordici giorni. Una quarantena obbligatoria per evitare un aumento dei casi legato ai rientri. Il passato, in questo caso, aiuta.

Nella prima fuga dalle regioni rosse, con il primo treno o aereo diretto al  Sud, sono arrivate nel Tacco dello stivale 35 mila persone, 200 positive al Coronavirus. «Se quei 200 passeggeri infetti da Covid – come si legge in un post del Governatore Michel Emiliano – non fossero rimasti a casa avrebbero generato 200 pericolosissimi focolai in tutte le zone della Puglia».

Per questo, visto che l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha dato la possibilità a chi è rimasto bloccato dal lockdown di “riabbracciare” (non fisicamente) la sua famiglia dopo 57 giorni di lontananza, è fondamentale più che mai rispettare l’ordinanza. Un “provvedimento” in grado di cambiare il corso delle cose perché, ha ricordato Emiliano, rappresenta una forma necessaria di prevenzione.

Quasi novecento persone hanno segnalato la loro presenza sul sito della Regione. Tante, ma significa anche che ancora una volta i pugliesi stanno rispettando le regole. «Se terremo duro, la curva dei contagi non crescerà. Mi raccomando, i nostri comportamenti faranno la differenza» ha concluso Emiliano nel post.

L’esodo, quindi, costringe ad alzare il livello di guardia, ma non deve allarmare né preoccupare. Il sistema sanitario e il piano ospedaliero pensato per gestire l’emergenza hanno dimostrato di ‘reggere’, ma a fare la differenza è il comportamento dei fuori-sede. Se resteranno in casa non metteranno in pericolo se stessi, le persone care e gli altri. E in questo momento, forse più delicato, non dare al virus gambe su cui camminare è l’unico modo per fermarlo. In attesa di un vaccino.

Tags: coronavirus-fase2
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