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Nuovi guai per Maria Antonietta Gualtieri, arriva il sequestro dei beni personali

by Redazione
13 Aprile 2018 13:41
in Cronaca
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Sportello-Antiracket-usura-salento

Lo sportello comunale Antiracket-Usura finito al centro di una bufera giudiziaria

 

Arrivano nuovi guai per la presidente dello sportello Antiracket, Maria Antonietta Gualtieri. La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti ha disposto il sequestro conservativo di beni immobili e conti correnti bancari riconducibili a lei, rappresentante legale della succitata associazione antiracket e ad alcuni pubblici dipendenti dei Comuni di Lecce e Brindisi per un valore complessivo pari a 1.302.363,89 euro.

L’azione cautelare è stata esercitata dal Vice Procuratore Generale Carlo Picuno, a cui il Procuratore Regionale Carmela de Gennaro ha assegnato l’istruttoria a seguito delle risultanze investigative acquisite nell’ambito di un’indagine condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce.

I fatti

Ricordiamo che le verifiche poste in essere hanno portato nel mese di maggio dello scorso anno all’arresto della Gualtieri e dei suoi più stretti collaboratori, i quali, associandosi fra loro, avevano posto in essere falsa documentazione finalizzata alla percezione di contributi erogati dal MEF-IGRUE per un importo pari ad € 2.033.103.

Per quanto di diretto interesse ai fini della quantificazione del danno patito dalle casse erariali, gli accertamenti così condotti hanno consentito di individuare nella presidente dell’associazione, in un dirigente e in un funzionario in servizio presso l’ufficio Patrimonio del comune di Lecce, gli ideatori e i promotori dell’associazione a delinquere, i quali, unitamente ad altre persone, alcune delle quali legate all’amministrazione comunale da vincolo d’impiego, sono risultate a vario titolo coinvolte nel compimento di reati di truffa aggravata ai danni di amministrazioni pubbliche, falso ideologico, peculato e corruzione.

È stato accertato nell’ambito delle indagini così condotte che l’associazione, nel perseguire i propri affari illeciti e accedere ai contributi, aveva stipulato contratti fittizi di collaborazione con dipendenti compiacenti e professionisti emettendo false buste paga, ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali inesistenti, nonché rendicontato attività assistenziali rese in favore di utenti della stessa associazione, in realtà mai erogate.

Allo stesso fine, sempre avvalendosi del concorso di alcuni dipendenti pubblici e direttori dei lavori coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e dei pagamenti delle opere relative, hanno posto in essere false documentazioni finalizzate ad ottenere il rimborso delle spese eseguite per la ristrutturazione della sede dell’associazione a Lecce, i cui lavori, peraltro in parte non eseguiti, sono stati rendicontati e pagati due volte.

Anche a Brindisi situazioni anomale

Situazioni anomale, seppure per importi minori. Sono state riscontrate anche in merito ai lavori eseguiti presso la sede di Brindisi dell’associazione, dove è stato accertato che funzionari di quell’amministrazione, unitamente all’amministratore della ditta incaricata della esecuzione delle opere, certificavano l’ultimazione e la regolare esecuzione dei lavori, in realtà non ancora completati.

Al presidente dell’Associazione ed a due dipendenti dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Lecce sono state contestate, inoltre,  corruttive poste in essere nel momento in cui sono state approvate le richieste presentate dal sodalizio per la percezione dei finanziamenti pubblici, l’assegnazione della nuova sede di Lecce e per l’esecuzione delle relative opere di ristrutturazione.

In esito alle condotte complessivamente accertate, il  vice Procuratore Generale Carlo Il Vice Procuratore Generale Carlo Picuno ha individuato evidenti responsabilità erariali complessivamente quantificate in 1.302.363,89 euro, ascrivibili a titolo di dolo a carico di 10 persone, dipendenti pubblici o titolari di rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, richiedendo, così, il sequestro conservativo di beni mobili immobili e disponibilità finanziarie agli stessi riconducibili per pari valore, disponendo inoltre la notifica di 10 inviti a dedurre per le nascenti responsabilità conseguenti agli atti illegittimi posti in essere.

In ordine a quanto disposto dalla magistratura contabile, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno dato esecuzione al provvedimento ponendo sotto sequestro, a Lecce, Brindisi, Veglie, Carmiano,  Parabita, e nelle province di Roma, Siena, Milano, Napoli,  immobili e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza del danno erariale accertato.

Tags: truffa-fondi-antiracket
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