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Sette insopportabili vicini di ombrellone che non vorresti avere

by Redazione
16 Luglio 2018 9:17
in Attualità
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Chi lo ha detto che in vacanza ci si rilassa sempre? Ebbene, se vi è giunta all’orecchio questa voce sappiate che chi lo ha proferito è un mentitore senza scrupoli. Esistono innumerevoli fattori che possono devastare la vostra vacanza e, tra queste variabili, la componente umana è certamente da non sottovalutare.

Quando il creato bipede si riversa sulla costa e l’intera popolazione mondiale si concentra sul metro quadrato occupato dal vostro telo da mare è infatti inevitabile dover coesistere con qualche cafone, è la legge dei grandi numeri. In spiaggia taluno trova l’amore, talatro trova la gastrite sotto l’ombrellone del vicino di sdraio. Niente paura però perché “se li conosci li eviti”, abbiamo stilato una (in)utilissima e semiseria mini guida per aiutarvi a scampare la piaga biblica dei maleducati da spiaggia.

Il Disc Jockey

La sua selezione è vastissima e spazia dalla musica dance anni ’90 alle ultime uscite neo-melodiche napoletane, dai remix dei balli tradizionali friulani ai motivetti da radio più trash che il cattivo gusto abbia mai potuto partorire. Con la sua cassa portatile produce il medesimo inquinamento acustico misurabile in una strada di Mumbai e garantisce la totale copertura del suono delle onde del mare. Non sforzatevi di intavolare discorsi sul rispetto del prossimo e sul senso di civiltà, il DJ da spiaggia non li comprenderebbe e-comunque-non li condividerebbe perché non esiste al mondo dogma imperativo che possa arginare la sua incontenibile voglia di rumore musicato.

La ciminiera

Accende una sigaretta, la consuma con velocità ed impegno, la spegne, abbandona il mozzicone nella sabbia e così via, all’infinito, per tutta la durata della sua esperienza balneare. La ciminiera non solo lascia dietro di sé una lercia scia di filtri ingialliti ma ammorba anche l’aria circostante tanto da costringere gli asmatici ad abbandonare il lido con urgenza estrema. Una fitta coltre di puzza e fumo cela le sue fattezze, si mormora che nessuno mai sia riuscito a vedere il suo volto.

La coppia in crisi

La saga del rancore si accende sui volti contriti della coppia che battibecca, ricordi di torti subiti, ombre di parole dette oppure omesse che tornano per vendicarsi e per avere il loro riscatto. Si agitano, alzano la voce, gesticolano e poi si azzittiscono per pochi minuti: lui fuma nervosamente e lei agita convulsamente il piede sulla sabbia consegnando al vento granelli che, puntuali e spietati, finiranno nel vostro panino con la mortadella.

La famiglia maleducata

La madre grida disperata mentre si incastra un mollettone tra i capelli arruffati, il padre impreca con le mani callose piantate sui fianchi lardosi mentre trasuda birra sottocosto ed i bambini sfrecciano tra gli asciugamani altrui sollevando tormente di sabbia ed uccidendo gli istinti materni del genere femminile presente in spiaggia: i crimini contro l’umanità hanno molti volti e non educare la propria prole è un attentato al perpetuarsi della specie di cui, in questo mondo o nell’altro, pagherete lo scotto.

La mamma disperata

Sottocategoria de “la famiglia maleducata” che merita assolutamente di essere analizzata più da vicino. La mamma disperata grida i nomi dei figli, li insegue e ti calpesta senza chiedere scusa perché non esiste essere umano in terra che possa ostacolare la sua nobile missione di fattrice. Grida sul bagnasciuga, grida al bar, grida nel parcheggio e sembra esistere solo in virtù delle sue stesse urla tanto che induce a pensare che se smettesse di gridare svanirebbe come per magia (bontà del cielo). Certo, essere madri è un mestiere difficile ma nessuno vi ha prescritto di esserlo: ormai ci siete, abbiate la bontà di accudire la prole rispettando il mondo circostante che non vuole sapere se Riccardino deve mangiare, se Santino deve uscire dall’acqua, se Luigino deve cambiare il pannetto.

L’Affamato

Pasta al sugo, peperoni fritti e trippa al ragù, questa è solo una piccola parte di ciò che il menù dell’affamato ha da offrire, a voi ed agli sciami di insetti che interverranno sul posto a tributare l’eccellente selezione culinaria.

Il Lurido

Arriva e si piazza sotto al sole delle due del pomeriggio, siede sulla sua sediolina di plastica e scruta l’orizzonte ma di farsi il bagno non se ne parla proprio e fermenta, immobile e naturalemente oleato. Staziona inerte ed intanto sotto le sue ascelle si rinnova con prepotenza il miracolo della vita: nell’incavo putrescente vi è un nuovo mondo e da esso promana olezzo di umanità degradata e di morte. Tra le dita dei suoi piedi si intravedono chiaramente batuffoli di sporcizia e peli e strane chiazze sui suoi slippini sintetici tradiscono rivoli di sudore (preghiamo affinchè sia solo sudore) che nessuno dovrebbe vedere mai.

Se vi riconoscete in una di queste categorie di disumani aguzzini fate ammenda dei vostri peccati e redimetevi, se invece siete stati vittime innocenti delle brutalità descritte lasciateci un commento per condividere la vostra esperienza!

di Armenia Cotardo

Tags: spiagge-salentine
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