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Smaltimento illecito di rifiuti: il Noe controlla 6 aziende tra Scorrano e Supersano, 4 segnalazioni

by Redazione
23 Agosto 2017 14:40
in Cronaca
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Nello scorso mese di gennaio, l’amministrazione comunale di Scorrano segnalò alle competenti autorità un grave e diffuso fenomeno di smaltimento illecito di acque di vegetazione delle olive e delle sanse umide. Invece di essere riutilizzate in agricoltura o smaltite come rifiuto speciale, venivano sversate direttamente nei canali di bonifica gestiti dal consorzio “Ugento li Foggi”. Verificata la gravità del fenomeno – che interessava sia la rete dei canali siti nelle zone agricole a confine tra i territori di Supersano e Scorrano, sia quella esistente nello stesso centro abitato di Supersano – i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce hanno messo a punto diversi servizi preventivi, nonché numerose ispezioni presso aziende agricole e frantoi oleari.
 
I controlli hanno interessato complessivamente 6 aziende, permettendo di contestare alcune violazioni, cominciando da Scorrano. Presso un’azienda di trasformazione dei prodotti agricoli e di olive, sequestrata una fossa scoperta, interrata e non impermeabilizzata, dentro cui venivano stoccati i rifiuti liquidi costituiti dalle soluzioni acquose e dai fanghi prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e sbucciatura delle olive. Il tutto era illecitamente smaltito, per dispersione, nel sottosuolo. Stesso destino per due ulteriori aree dell’azienda, dove erano stati realizzati dei depositi incontrollati di rifiuti speciali costituiti da inerti da demolizione, cemento, conci di tufo anche intonacati e con ancora la presenza di piastrelle ceramiche, sfalci di potatura, ferro e legname.
 
Presso una seconda azienda cooperativa, invece, è stata posta sotto sequestro un’area di circa 500 mq sulla quale era stato realizzato un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti da rottami ferrosi di varia natura, un macchinario industriale del tipo normalmente utilizzato per la produzione dell’olio, parti e pezzi di macchinari aziendali in ferro, imballaggi in ferro all’origine contenenti vernici, quadri elettrici dismessi e grossi trasformatori elettrici.
 
In un frantoio oleario è stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza un area di circa 150 mq sulla quale era stato realizzato un impianto, completo delle relative attrezzature elettriche ed idrauliche, dove veniva effettuato il lavaggio delle macchine operatrici, dei veicoli aziendali ed agricoli. I militari militari accertano che il refluo industriale prodotto durante queste operazioni di lavaggio, frammisto al refluo costituito dalla percolazione della sansa umida stoccata in un deposito, veniva convogliato verso un foro praticato artigianalmente nel muro di recinzione e da qui veniva collettato in un sistema di canaline in cemento e di tubazioni in plastica, per poi venire scaricato sul terreno agricolo in assenza di qualsiasi sistema di depurazione e di necessaria autorizzazione;
 
Passando a Supersano, in un secondo frantoio oleario è stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza una fossa interrata e non impermeabilizzata delle dimensioni di circa 50 mq all’interno della quale era stato realizzato un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti da fanghi provenienti dalle operazioni di lavaggio delle olive, percolanti di acque di vegetazione delle olive, pietrisco e fogliame provenienti dai macchinari di separazione e dalla lavatrice della cooperativa. Così come ceneri della combustione rinvenenti dalla caldaia a nocciolino e stracci ed assorbenti intrisi da sostanze oleose.

Contestualmente si sottoponeva a sequestro un ulteriore deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, imballaggi plastici all’origine contenenti sostanze pericolose, tipo erbicida disinfestante, olio lubrificante ed altri imballaggi in ferro, contaminati da liquami oleosi.
 
Complessivamente sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Lecce ed alle competenti autorità amministrative 4 persone per il reato di smaltimento illecito di rifiuti.   

Tags: noe
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