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Spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di armi, arrestati due leccesi

by Lino Dimitri
23 Agosto 2017 17:36
in Cronaca
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“Questa volta Padre Pio non mi ha protetto”. Sono state queste le parole pronunciate da uno dei due arrestati per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel pomeriggio di ieri, lunedì 4 maggio, da parte del personale della Squadra Mobile di Lecce. Gli agenti hanno quindi proceduto all’arresto di Davide Corlianò, 34enne leccese, e di Stefano Rizzato, 23enne anch’egli di Lecce.

Nei giorni e nelle settimane precedenti all’operazione condotta nella giornata di ieri, erano pervenute, agli uomini della Squadra Mobile, alcune lamentele da parte di alcuni cittadini leccesi per schiamazzi e rumori in tutte le ore del giorno e, inoltre, si erano verificati e ripetuti numerosi episodi criminosi in città, soprattutto reati contro il patrimonio e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di uno dei servizi di pattugliamento del territorio, alcuni agenti hanno notato Rizzato fare ingresso in un condominio di via Bonifacio, dopo essere giunto lì a bordo di una moto “Ducati 1199”. Da lì a poco è stato raggiunto anche da Corlianò, a bordo della sua “Fiat Punto”.

Dopo alcuni minuti Rizzato è uscito per strada ed ha incontrato, prima due ragazzi all'interno del vicino parco di via Pozzuolo e, quindi, altri all’interno di un'auto parcheggiata in via Bonifacio. A tutti ha consegnato un involucro, prima di fare rientro nell'abitazione dove si trovava in precedenza. Il comportamento del ragazzo ha insospettito il personale della Squadra Mobile, che ha iniziato a pedinarlo quando, circa mezz'ora dopo, se ne è andato a bordo dell’auto con la quale era giunto, seguito da Corlianò a bordo della sua moto.

I due si sono incontrati in via della Giravolte, proseguendo a bordo della “Fiat Punto” e raggiungendo via Basento, dove hanno cambiato auto e, salendo a bordo di una “Smart”, dopo un lungo percorso all'interno della città, hanno raggiunto nuovamente lo stabile di via Bonifacio. Quando verso le 17.30 i due sono usciti da questo immobile i poliziotti della Squadra Mobile li hanno bloccati ritrovando nelle tasche di Corlianò le chiavi di un miniappartamento nella sua disponibilità all'interno dello stesso stabile. La perquisizione dei locali ha dato esito positivo permettendo di ritrovare 297 grammi di cocaina, parte della quale singolarmente confezionata in involucri già pronti per la cessione al minuto. In un trolley, inoltre, erano poi custoditi circa 4.500 grammi di hashish confezionati in 45 panetti e, in un altro involucro ritrovato all'interno della “Smart”, 760 g di marijuana.

Nell’abitazione in uso a Corlianò è stato ritrovato, inoltre, della sostanza da taglio (40 grammi di mannite) e dell'attrezzatura necessaria per il confezionamento (tre bilancini elettronici, numerosissimi sacchetti di cellophane per frigo con chiusura ermetica, rotoli di nastro gommato, carta stagnola e cellophane, forbici, taglierini e persino mascherine per uso medico). Sono state sequestrate, inoltre, le somme di 2.300 euro (nella tasca di Corlianò), 375 euro (in un borsello di Rizzato), 1.785 euro (nell'abitazione di Corlianò, alla quale è stata estesa la perquisizione) e 2.640 euro (ritrovate nell'abitazione di Rizzato). L'elevato livello dell'attività delittuosa intrapresa dai due arrestati è emersa infine dal sequestro di due pistole, una “Beretta 7,65” priva di matricola ed una “Browning” cal. 9 predisposta per l'uso con silenziatore, oltre a più di un centinaio di munizioni che si trovavano all’interno dell’abitazione di via Bonifacio.

Sulle armi verranno compiuti i necessari accertamenti al fine di appurarne l’eventuale utilizzo nel corso di pregresse azioni criminose. Rizzato e Corlianò sono stati quindi arrestati in flagranza dei delitti di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, di armi alterate e  rinchiusi presso la Casa Circondariale di Lecce a disposizione del Pm di turno d.ssa Elsa Valeria Mignone. Sono entrambi difesi dall’avvocato Giuseppe De Luca del Foro di Lecce.

Tags: detenzione-di-armispaccio-di-droga
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