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‘Stracesarea’, il Gran Prix sulle strade del Salento arriva alla quarta tappa. Grande prova del Colonnello Carlo Calcagni

by Redazione
21 Agosto 2021 11:55
in Attualità
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Il circolo nautico “F. Frisullo”, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano (CSI) Comitato Terra d’Otranto e con il patrocinio del Comune di Santa Cesarea Terme ha organizzato la Stracesarea, quarta tappa del “Gran Prix le strade del Salento”.

Giunto quest’anno alla tredicesima edizione, il “Gran Prix” è una gara podistica articolata in 6 tappe salentine, ciascuna di percorrenza compresa tra i 5.000 e gli 8.600 metri, su circuiti variabili che possono essere urbani ed extraurbani, su asfalto e sterrati, in uno o più giri ad anello non inferiore a 1.200 metri.

La Stracesarea si è svolta nel pomeriggio di venerdì 20 agosto e si è snodata lungo un percorso urbano con continui saliscendi ed un breve tratto sterrato, circuito di 1,3 km da ripetere 4 volte, per una percorrenza complessiva di 5,2 km.

Il percorso si è rivelato particolarmente insidioso anche per la presenza di una ripida salita che, tuttavia, non ha scoraggiato i partecipanti, nemmeno i più piccoli che hanno preso il via prima degli agonisti, percorrendo un giro del circuito. Numerosi gli atleti podisti di ogni età che si sono dati appuntamento nella splendida Santa Cesarea Terme per la quarta tappa del Gran Prix, nonostante il caldo pomeriggio di agosto.

Tra i partecipanti anche nomi illustri del mondo sportivo e non solo. Dopo il debutto “col botto” nella terza tappa di Sogliano Cavour che ha concluso da vincitore assoluto, al via della Stracesarea 2021 c’era anche il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano Carlo Calcagni, nome ben noto al mondo dello sport e del ciclismo in particolare, Infatti, una sua maglia è esposta nel museo dei Campionissimi di tutti i tempi, “Madonna del Ghisallo”.

Carlo Calcagni è atleta del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD), il gruppo che accoglie i militari “Reduci”, che hanno riportato danni permanenti nell’adempimento del dovere. Ufficiale dell’Esercito Italiano, paracadutista, pilota elicotterista ed istruttore di volo, il Colonnello Carlo Calcagni è reduce della missione internazionale di pace in Bosnia-Erzegovina del 1996, una missione della Nato sotto l’egida delle Nazioni Unite, dove era impiegato, come unico pilota del primo Contingente Italiano, nelle operazioni di supporto aereo, svolgendo anche missioni Medevac, evacuazione e soccorso, rivolto sia alla popolazione civile, sia ai militari, il più nobile dei servizi alla collettività: salvare vite umane.

Da quella missione Carlo Calcagni è tornato integro nel fisico, ma devastato in tutte le sue funzioni vitali ed in tutti i suoi organi interni, avvelenati dai metalli pesanti sublimati dall’esplosione delle bombe all’uranio impoverito e respirati inconsapevolmente durante le attività di volo.

Un nemico invisibile e micidiale che ha invaso e modificato persino il suo dna e lo costringe a curarsi per vivere.

Numerose le patologie, croniche, degenerative ed irreversibili da cui è affetto il Colonnello Calcagni: mielodisplasia, cardiopatia, sensibilità chimica multipla, polineuropatia con Parkinson, fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria, solo per citarne alcune.

Per sopravvivere, Carlo si sottopone a pesantissime terapie quotidiane che prevedono, tra l’altro, 7 iniezioni con 175 antidoti contro la sensibilità chimica multipla, a tutto ciò che è chimico, 4 ore di flebo, circa 300 compresse, ossigenoterapia, respiratore polmonare notturno, ozonoterapia, sauna ad infrarossi, plasmaferesi settimanale, cure specialistiche in Inghilterra e tanto altro.

Eppure il Colonnello non si è mai arreso né allo sconforto né ai dolori atroci che lo tengono sveglio per buona parte della notte. La sua invalidità permanente non gli impedisce di svolgere una vita attiva, nel sociale e nello sport.

La sua missione è ancora salvare vite.

Non più con l’elicottero, ma mostrando la sua forza ed il suo coraggio affinché possa essere di esempio agli altri e possa spronare tutti a non arrendersi, mai, di fronte a nulla.

Calcagni ha corso la Stracesarea con Alinker, un innovativo deambulatore a tre ruote che funziona con la sola spinta delle gambe e se queste sono così forti come quelle del Colonnello eroe, consente anche la corsa, nonostante le difficoltà motorie.

Carlo Calcagni ha disputato l’intera gara portando con sé un doppio tricolore: uno come seconda pelle sulla sua maglia e l’altro nella vistosa bandiera fissata al deambulatore con la quale ha voluto ricordare ed onorare i 54 militari italiani caduti e tutti coloro che hanno subito danni permanenti, in Afganistan, dal 2004 ad oggi.

Nonostante i più recenti fatti di politica internazionale, quei 54 militari non sono morti invano, hanno perso la vita da eroi, nell’adempimento del dovere e sono caduti vittime di chi, del terrore, ha fatto il suo unico punto di forza.

Sul tratto sterrato del percorso, proprio nella curva, una radice d’albero sporgente ha ribaltato il deambulatore di Carlo che, nel bel mezzo della gara, ha perso l’equilibrio cadendo rovinosamente a terra.

Incurante delle contusioni e delle vistose escoriazioni, il grande Colonnello si è rialzato prontamente ed ha ripreso la sua gara, con una incredibile rimonta che lo ha portato a concludere la gara in 19′ e 42″, un tempo di tutto rispetto, conquistando il gradino più alto del podio, di categoria, e piazzandosi al decimo posto assoluto della classifica che ha visto trionfare Gabriele Lezzi dell’A.s.d. Tre Casali (leggi la classifica).

‘Mai arrendersi’

A chiunque può capitare di cadere, in gara come nella vita. Vince chi resiste e sa trovare dentro sé la forza di rialzarsi e proseguire, senza mai perdere di vista l’obiettivo prefissato.

Carlo Calcagni ha dato l’ennesima prova del suo motto “Mai arrendersi” e che davvero si può vincere anche senza salire sul podio, perché, a Santa Cesarea Terme, ha vinto lo sport per tutti, ha vinto la resilienza, ha vinto il “mai arrendersi”, ha vinto la vera inclusione e la solidarietà, quella straordinaria solidarietà che i Nostri Militari portano, oltre i confini Nazionali, in ogni parte del mondo dove c’è bisogno d’aiuto.

Tags: carlo-calcagni
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