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“Responsabile” del suicidio della compagna? Chiesta la condanna solo per maltrattamenti

by adminuser
15 Ottobre 2018 11:24
in Cronaca
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Il compagno della donna di Trepuzzi che si tolse la vita, tre anni fa, lanciandosi dal balcone non è responsabile del suo suicidio. Lo sostiene la Procura.

Nella giornata odierna, dinanzi al gup Vincenzo Brancato, il Pubblico Ministero Donatina Buffelli ha chiesto la condanna ad 1 anno e 4 mesi per Angelo Quarta per maltrattamenti in famiglia, escludendo l’aggravante dell’evento morte. In seguito, ha discusso l’avvocato Marco Pezzuto, difensore del 42enne di Trepuzzi, che ha sostenuto come il suicidio di Giovanna Trofino fosse maturato indipendentemente dal comportamento del compagno.

La sentenza del processo con rito abbreviato è prevista per 6 dicembre.

L’inchiesta

Nei mesi scorsi, il gip Carlo Cazzella ha ordinato l’imputazione coatta per il trepuzzino Angelo Quarta, 42 anni. La decisione è maturata con l’accoglimento dell’opposizione all’archiviazione, presentata dagli avvocati Pierpaolo Schiattone e Giovanni Carmine Miglietta, avvocati di parte civile assieme ai colleghi Gaetano Stea e Mina Greco.

I legali dei familiari della vittima, 39enne trepuzzina, hanno evidenziato una serie di atteggiamenti vessatori da parte di Quarta, Tali comportamenti avrebbero esasperato la compagna, fino a portarla alla decisione di togliersi la vita. Anzitutto, i maltrattamenti in famiglia, ma anche una serie di continue imposizioni sul modo di vestirsi, sulle frequentazioni da tenere etc.

La Trofino, inoltre, in precedenza si sarebbe sfogata su Facebook, esternando tutto il dolore e la rabbia che provava nei confronti del “suo” uomo, che la maltrattava continuamente. Questi preziosi documenti, sono stati sbobinati dall’ingegnere informatico Luigina Quarta, dopo essere stati trovati dagli investigatori, nella memoria del computer della donna.

Invece, il Pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento a pochi giorni dal suicidio, poi avallata dal gip. Successivamente, vi fu una nuova denuncia dei familiari della Trofino. La Procura stabilì la riapertura delle indagini, condotte dai Carabinieri di Campi Salentina, e venne indagato Quarta con l’accusa di “istigazione al suicidio”. Al termine dell’inchiesta, vi fu una nuova richiesta di archivazione.

La tragedia si consumò la sera del 3 giugno del 2014, poco dopo le 22.30 in via Marconi, a Trepuzzi. Dopo aver rovesciato vari oggetti posizionati sul tavolo della cucina, Giovanna Trofino raggiunse il balcone che si affacciava sul cortile interno della propria casa e si lanciò nel vuoto da un’altezza di nove metri. Per la donna non ci fu nulla da fare, nonostante lo stesso uomo che poi risulterà indagato si fosse precipitato in cortile per chiamare i soccorsi.

Tags: istigazione-al-sucidio
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