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Tap e luminarie, tutti contro tutti. Dopo Santa Domenica toccherà a Sant’Oronzo?

by Redazione
28 Luglio 2017 11:48
in Politica
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I fatti sono noti a tutti. Più che noti, ma repetita iuvant: su alcune luminarie allestite in occasione della Festa di Santa Domenica a Scorrano sono apparse le tre lettere che compongono la scritta TAP. Tap come Trans Adriatic Pipeline. Tante lucine bianche che si illuminano insieme a quelle colorate delle “parazioni”. La scelta, però, ha fatto storcere il naso in primis agli ambientalisti che da sempre si oppongono alla costruzione del gasdotto che dovrebbe portare il gas naturale dall’Albania in Italia secondo cui il gesto è un tentativo, neanche troppo velato, di “comprare il consenso dei cittadini”, e poi ad alcuni spettatori che hanno commentato come “poco felice” la decisione. Apriti cielo: non solo la polemica non accenna a placarsi ma si anima giorno dopo giorno di nuove dichiarazioni, episodi, prese di posizione più o meno dure.
 
Partiamo da ieri sera: «Quella sponsorizzazione non si doveva da fare». Punto. Così alcuni attivisti No Tap per protestare pacificamente contro la pubblicità della multinazionale che capeggia sulle luminarie hanno ben pensato di recarsi a Scorrano con tanto di striscione anti-gasdotto al seguito. Un selfie sotto la scritta inciminata e via. Solo che la “trovata” non è stata gradita: qualche frase di troppo, il rischio che dalle parole si passasse ai fatti più che concreto e l’intervento dei Carabinieri per sedare gli animi. A raccontare l’accaduto una nota stampa diramata dalla Cgil di Lecce. «Mai avremmo immaginato che ci saremmo trovati ad affrontare un livello così infimo di scontro – si legge –  nella serata di ieri, nel pieno della festa di Scorrano, alcuni attivisti si sono ritrovati letteralmente accerchiati, minacciati e malmenati da componenti del Comitato feste e di altri cittadini. Tutto questo sotto gli occhi dei Vigili urbani e del Sindaco di Scorrano, oltre che di rappresentanti della protezione civile, i quali, evidentemente non hanno ritenuto di dover ristabilire l’ordine pubblico, ma anzi: sembra non si siano in alcun modo opposti a questa preoccupante situazione. Solo l’intervento dei locali Carabinieri ha scongiurato che la situazione degenerasse nel peggiore dei modi».

«La reazione da parte dei componenti del Comitato feste, e di un numero elevato di persone al loro seguito, infatti, si è rivelata talmente violenta e aggressiva, nei confronti di pacati e civili tentativi di interlocuzione dei nostri iscritti, da indurre i militari della locale stazione dei Carabinieri a scortarli, prima in caserma e poi, in auto, fino alle porte di Muro Leccese. Questo – si legge- per scongiurare che le minacce e le aggressioni, che hanno rasentato nei modi e nelle espressioni atteggiamenti simil-mafiosi, diventassero attacchi all’incolumità nei confronti delle  cinque persone, colpevoli di aver esposto per alcuni minuti una bandiera “No Tap” nei pressi delle luminarie sponsorizzate dalla Tap e per aver avuto l’ardire di rivolgere verbalmente una domanda ad alcuni componenti del comitato feste: se ritenessero che Tap potesse essere definita “energia a vocazione turistica”».
 
Poi una domanda, quella che si pongono un po’ tutti: fino a che punto vuole spingersi Tap per raggiungere i propri obiettivi?
 
Ma non finisce qui. Adriana Poli Bortone, dell’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale punta il dito contro la Regione, rea a suo dire di non difendere il territorio. «Uno degli eventi identitari del nostro territorio è stato violentato dalla monetizzazione della devastazione del Salento.  La nostra terra ormai è sottoposta ad una  vendita incontrollata in assenza degli interventi che la Regione avrebbe dovuto fare per creare economia e lavoro. D’altronde non è polemica politica  ricordare che lo studio Ambrosetti ha appena indicato nella regione Puglia inefficienza e incapacità nell’utilizzo dei fondi comunitari. Per fortuna tra qualche mese possiamo cambiare registro» 
 
Wojtek Pankiewicz, presidente di “valori e Rinnovamento” mette le mani avanti, non si sa mai. In fondo, come recita un noto proverbio «meglio prevenire che curare». «Il gas del Salento è azzurro come il nostro mare, verde come i nostri prati, e si chiama turismo. Siamo pienamente consapevoli – afferma  Pankiewicz-  che il Salento possiede una straordinaria ricchezza: le bellezze naturali, quelle artistiche, l’agroalimentare, l’enogastronomia e tanto altro ancora. E’ perciò demenziale, allucinante, pura follia pensare di far arrivare un mega gasdotto vicino alla spiaggia di San Foca o di Otranto, distruggendo peraltro in questo modo, attraverso i vari sbancamenti marini necessari per installare il mega tubo, anche la pesca. Trans Adriatic Pipeline e Poseidon devono andare via dal Salento. Basta Salento terra di conquista! Tap mistifica quando oggi afferma che è solo il Comune di Melendugno che si oppone. E’ l’intero Salento che si ribella !
Invitiamo, perciò il Comitato Feste Patronali di Lecce, Città candidata a Capitale Europea della Cultura, a dichiarare pubblicamente che non accetterà eventuali sponsorizzazioni di Tap. Sant’Oronzo non perdonerebbe una simile offesa!»
 
La Trans Adriatic Pipeline, dal canto suo, va dritta per la sua strada. Anzi, si rinnova: da ieri, infatti, è stata lanciata  una nuova immagine coordinata ed un nuovo sito web, quasi a segnalare l’ingresso in una nuova fase del progetto mentre continuano le attività propedeutiche alla costruzione del gasdotto di 870 chilometri che sarà un elemento importante del Corridoio Meridionale del gas progettato per trasportare gas naturale dall’Azerbaigian ai mercati europei.
 
Secondo Michael Hoffmann, direttore delle Relazioni esterne di TAP “mentre entriamo in una nuova stimolante fase dello sviluppo della nostra azienda, è importante che TAP abbia un logo chiaramente riconoscibile e che rappresenta al meglio un progetto dinamico e rivolto al futuro. Il nuovo sito web vuole essere una fonte affidabile di informazioni accurate e sempre aggiornate su tutti gli aspetti di TAP per coloro che  a livello locale come a livello internazionale sono interessati al progetto”.

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