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​Ogni anno da secoli. A Giurdignano il rito delle Tavole di San Giuseppe rispetta le norme anti-Covid

by Redazione
13 Marzo 2021 12:04
in Eno-Gastronomia
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Qualcuno le ha definite una “religiosa tradizione culinaria salentina”, ma il rito delle Tavole di San Giuseppe, sospeso tra sacro e profano, è molto di più. Devozione, preghiere, profumi di cibo e fiori si mescolano dando vita ad un’usanza antica che si perde nella notte dei tempi. Nessuno sa quando sia nata. Secondo alcuni affonda le sue radici all’epoca dei monaci bizantini che offrivano pasti caldi ai poveri. Una missione portata avanti anche dalle “Confraternite” di San Giuseppe che, nel giorno dedicato al Santo, imbandivano tavole per i bisognosi. Secondo altri è legata alla primavera e ai rituali necessari per affrontare il cambio di stagione.

Una cosa è certa: si tratta di tradizioni che, più di altre, raccontano un territorio, la sua identità, la sua storia, il cuore della gente. Basta bussare alla porta di una famiglia che ha allestito la “taula”, per grazia ricevuta o per chiedere l’intercessione in una causa, per ricevere un invito a mangiare le pietanze preparate per l’occasione.

È Giurdignano, piccolo borgo alle porte di Otranto, a vantare le più antiche tavole di San Giuseppe. E sono tante le famiglie che ogni anno portano avanti questa consuetudine preparando «capolavori di devozione» per i Santi che possono variare da 3 – San Giuseppe, la Madonna e Gesù bambino – a 13 – Santi Gioacchino e Anna, Elisabetta ecc – sempre in numero dispari, in ricordo dell’ultima cena. A interpretarli sono (o dovrebbero essere) i parenti più stretti scelti dalla padrona di casa. Si dice, infatti, che “San Giuseppe ole i soi soi”.

Le tavole possono essere crude o cotte e anche per l’allestimento si osservano delle regole ben precise. Le pietanze si consumano a mezzogiorno del 19 marzo e da secoli seguono dei riti specifici. Tra i piatti troviamo la massa con i ceci che ricordano il narciso, il fiore della primavera, i bucatini al miele con mollica di pane fritta, il pesce che simboleggia il Cristo, rape, cavolfiori, “pampascioni”, alcune primizie che simboleggiano il passaggio dall’inverno alla primavera e poi del caratteristico pane a forma di ciambella, olio, vino, miele. Ogni piatto ha un significato simbolico ben preciso.

Le “Tavole” realizzate nei caratteristici vicoli o nelle case a corte del paese dovrebbero essere aperte a tutti, ma non quest’anno a causa del Coronavirus. Per questo saranno in forma privata anche se il vero spirito della festa è la condivisione, l’ospitalità da garantire a chiunque voglia sedersi a tavola. Come non fu fatto, secondo i racconti dei più anziani, a Giuseppe quando cercava un riparo con Maria in attesa di Gesù.

Un rito nel rispetto delle norme anti-covid

La curva dei contagi continua a cresce e l’aumento dei casi preoccupa tanto che c’è attesa per le nuove regole volute dal Governo per frenare la diffusione del virus. Ma rispettare una tradizione senza correre ‘rischi’ per la salute è possibile. Per questo a Giurdignano le Tavole di San Giuseppe – sia quella pubblica che quelle private – saranno allestite, ma subiranno delle modifiche anche dopo l’ordinanza del Governatore Michele Emiliano che ha vietato gli stazionamenti.

L’Amministrazione Comunale insieme alla ProLoco Sant’Arcangelo de Casulis ed al Parroco Don Roberto, nell’anno dedicato proprio dalla Chiesa a San Giuseppe, festeggeranno il Santo allestendo nella sala a piano terra del palazzo Baronale in piazza Municipio, la sera del 18 marzo, la Grande Tavola che, però, avrà non 13 Santi presenti, ma 13 Simboli di Categorie che maggiormente si sono distinte nel periodo della pandemia covid19 (popolazione scolastica, ristoratori, commercianti, anziani, medici, infermieri, protezione civile, forze armate, associazioni, operatori spettacolo, sport, ricercatori e personale scolastico).

Sarà una Tavola senza pubblico e gestita nel pieno rispetto della normativa covid19 che verrà ripresa in diretta Facebook in una pagina specifica in allestimento. Dopo la benedizione del parroco don Roberto, dalle ore 19.00 una voce fuori campo descriverà il rito. Oltre alla diretta facebook sulla pagina dedicata saranno effettuate delle riprese televisive in cui interverranno  il Sindaco Monica Gravante, il Presidente della Pro Loco Fernando D’Aurelio ed l’esperto illustre e studioso delle Tavole di San Giuseppe, professore Francesco Lenoci.

Tags: tradizioni-salentine
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