Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

Tentata estorsione nel leccese, un’assoluzione ed una condanna con riduzione di pena per i due imputati

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 17:16
in Cronaca
0

Assoluzione piena e condanna con sconto di pena, nella sentenza di primo grado per i due imputati, accusati di aver chiesto un pizzo di 5mila euro ad un imprenditore edile dell'hinterland leccese. Il Gup Vincenzo Brancato, nel processo celebratosi con rito abbreviato "condizionato"al riascolto di un testimone, ha condannato a 2 anni Francesco Lipari, 35enne leccese, soprannominato “Sogliola”, ed ha assolto Antonio Calò, 31 anni di Surbo. Il giudice dell'udienza preliminare ha considerato la "tentata estorsione semplice", escludendo le aggravanti della "modalità mafiosa" (confermata in sede di Riesame) e del "concorso", oltre che la recidiva per i precedenti penali, nei confronti di Lipari. Riguardo la posizione di Calò, per il quale il Pubblico Ministero Massimiliano Carducci chiedeva la condanna per gli stessi reati di Lipari, il Gup ha disposto la piena assoluzione "per non aver commesso il fatto". Il PM nella requisitoria di questa mattina aveva invocato una pena di 6 anni e 6 mesi per Lipari e di 4 anni per Calò.

I difensori di Francesco Lipari, gli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti e Alessandro Stomeo sostenevano l'insussistenza dell'estorsione dal punto di vista "tecnico", anche perché strettamente vincolata alla testimonianza di un operaio del cantiere; quest'ultimo è stato risentito questa mattina, nell'ambito del rito abbreviato "condizionato" su loro richiesta, per dimostrarne l'inattendibilità.

Il difensore di Antonio Calò, l'avvocato Paolo Cantelmo nella sua tesi difensiva, affermava che il 31enne di Surbo era completamente all'oscuro del piano estorsivo di Lipari. Egli si era offerto di    dargli una prima volta un passaggio in macchina, in data 24 settembre, in una zona appena fuori Lecce (il cantiere dove avvenne la presunta richiesta estorsiva di Lipari), ma di non essere sceso da essa. Il giorno successivo, invece, mentre riaccompagnava "Sogliola" nelle vicinanze dello stesso luogo, essi avrebbero incrociato con la macchina un uomo (si tratterebbe dell'operaio, a cui Lipari avrebbe chiesto, se egli avesse riferito il "messaggio" al titolare). Il terzo giorno, infine, Calò accompagnò Lipari a ritirare la macchina in una autofficina e soltanto dopo, Lipari, secondo quanto sostiene l'accusa, si sarebbe recato, da solo, presso il cantiere.

Lipari e Calò furono arrestati il 17 dicembre scorso, poiché accusati di aver chiesto il pizzo ad un’impresa edile del leccese, incaricata dell’installazione di impianti idrici ed infrastrutture stradali.
I due, secondo l'accusa, si sarebbero recati una prima volta a bordo di una Bmw guidata da Calò, presso un cantiere impegnato nell'installazione di tubature commissionate dall'Acquedotto Pugliese; qui avrebbero chiesto ad un operaio, che risulterà essere il testimone chiave della vicenda, di riferire al titolare di preparare una busta gialla con all'interno 5.000 euro "per far mangiare gli amici".

Su Lipari poi peserebbe secondo il Pm, l'aggravante di aver formulato la richiesta estorsiva sottolineando la propria appartenenza ad un'associazione mafiosa intenzionata ad imporre la propria egemonia sul territorio, minacciando d'incendiare i mezzi presenti nel cantiere e di impedire il proseguo dell'attività lavorativa. Lo stesso operaio riferì agli inquirenti e l'ha detto anche oggi, che  Lipari e Calò si ripresentarono il giorno successivo sullo stesso luogo e dopo che Calò aveva seguito con la macchina l'operaio, nel corso della sua ispezione al cantiere, Lipari gli avrebbe chiesto nuovamente se avesse parlato con il titolare. Tra 90 giorni sono previste le motivazioni della sentenza e si conosceranno le eventuali "mosse" del Pubblico Ministero o della difesa.

Tags: estorsioni
Previous Post

Crisi partecipate, i sindacati scrivono a Michele Emiliano

Next Post

Picchiava ed insultava la moglie, ex maresciallo dei carabinieri condannato per maltrattamenti

Ultime Notizie

Cronaca

Accoltellato e bruciato nel bergamasco, mistero sulla morte di un professore leccese. Si indaga per omicidio

by adminuser

Pochi i dubbi: Cosimo Errico, professore originario di Lecce, è stato ucciso. Il medico legale, infatti, avrebbe trovato sul corpo...

Lecce domani di scena a Verona. Liverani, “Gara tra squadre che giocano. Più spazi per segnare”

Omicidio Noemi Durini, 18 anni e 8 mesi a Lucio Marzo per aver ucciso l’ex fidanzata

Fontanelle pubbliche, un patrimonio da salvaguardare: l’iniziativa parte da Torre Chianca

Pullman stracolmi che ‘tirano dritto’ alla fermata, disagi per gli studenti salentini

Abusi sessuali e droga ceduta alla figlia: condannato il padre ad oltre 4 anni

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026