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The floating piers, l’arte contemporanea galleggia sull’Iseo. Il Salento ha preferito affondare Teknè

by Redazione
23 Agosto 2017 13:42
in Attualità
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‘Quando la furbata di un artista promuove tanto marketing…’. Il critico d’arte Philippe Daverio non aveva usato scorciatoie per commentare ‘The floating Piers’,  l’opera degli artisti contemporanei Christo Vladimirov Yavachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon in arte Christo e Jeanne-Claude, l’installazione sul Lago d’Iseo progettata da due grandi espressioni della Land Art e che sta raccogliendo visitatori a migliaia.

Un vero e proprio ‘caso’ culturale in Italia, abituati come siamo a storcere il naso e disertare certi appuntamenti con l’arte contemporanea e a non pensare che il turismo culturale possa esistere anche in centri diversi dalle grandi città.
Vittorio Sgarbi, pur valutando positivamente l’opera di Christo, non ci ha scherzato su e ha messo in guardia dal rischio che quell’opera diventi una ‘una passerella verso il nulla, se chi si recherà a visitarla non coglierà l'occasione per approfondire la conoscenza artistica e culturale del territorio che la ospita.’

‘Una paraculata disneyana, che funziona alla grande. – non usa, invece, mezzi termini l’architetto salentino Alfredo Foresta – Non è né arte, né architettura, ma un’operazione di marketing territoriale perfettamente riuscita, la dimostrazione della forza e della potenza della comunicazione. Contenuto non ne vedo, mi sembra più che altro un fuoco d’artificio. Certo, se penso poi che noi nel Salento abbiamo contenitore e contenuto ma non siamo capaci a promuoverlo adeguatamente…Da pianificatore e da urbanista prendo atto di quello che sta accadendo sull’Iseo, del resto viviamo in un’ epoca di schizofrenia, in un’epoca che ha bisogno della schizofrenia per scrollarsi la noia. Dico anche che se non si ha storia bisogna pure inventarsi l’originale; ma se la storia la si possiede in ogni angolo di territorio nascosto e non? Un conto è però l’originale fine a se stesso, altro è il passato e la tradizione reinterpretati in chiave originale. Ecco: l’originalità è solo nel pensiero, l’innovazione è solo nel pensiero…’

Insomma l’arte e l’architettura contemporanee possono essere veicolo di promozione del territorio. L’opera The Floating Piers lo dimostra. Che poi quel percorso sia costruito sull’effimero o meno è una valutazione successiva.
Ma intanto sappiamo che l’arte e la cultura, a differenza di quanto diceva Giulio Tremonti, possono anche essere messe in un panino, perché muovono economia, fanno girare denaro, attirano interesse. Sul Lago d’Iseo se ne stanno accorgendo e non essendo pronti ad accogliere tanti turisti vorrebbero quasi che la fiera finisse…

Nel Salento occasioni del genere (di contenuto più profondo, magari, per dirla come Foresta) possono prendere forma e vita. A patto che si abbiano le idee chiare.

La memoria non può che andare ai percorsi culturali nell’arte e nell’architettura contemporanee creati dall’Osservatorio Urbanistiche Teknè, poi miseramente naufragati per le ragioni che tutti conosciamo. Dell’esperienza di Alvaro Siza, Steven Holl, Heinz Tesar che hanno reinterpretato il nostro territorio in chiave moderna, usando la pietra partorita dalle viscere salentine, resta solo memoria per pochi addetti ai lavori. Non si è fatto certo sistema per diffondere a macchia d’olio tali preziose eredità. Anzi, quando si è potuto le si è calpestate.

Sì, nel Salento siamo fatti così.

Tags: premio-tekne
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