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Giovane senegalese minacciato e insultato dai compagni di scuola? Per tre c’è la messa alla prova

by Angelo Centonze
10 Aprile 2026 11:30
in Cronaca
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Il tribunale dice si all’ammissione della messa alla prova per tre minori accusati di minacce e atti di discriminazione razziale ai danni di un altro ragazzo, minorenne all’epoca dei fatti, di origine senegalese. Oggi, il gup Lucia Rabboni del Tribunale per i minorenni di Lecce, al termine dell’udienza preliminare, ha accolto l’istanza della difesa per gli imputati. Si tratta di un 17enne di Taurisano, un 17enne di Ruffano, un 16enne di Ugento, mentre un 17enne di Tuglie non ha chiesto riti alternativi e potrà difendersi nel corso del processo.

Per i tre ragazzi, va detto, è stato disposto un programma rieducativo di 6 mesi, in accordo con i servizi sociali. Al termine del percorso effettuato, il giudice dovrà verificare, nella prossima udienza fissata per il 14 gennaio del 2027, se esso sia andato a buon fine. In quel caso, i ragazzi otterrebbero l’estinzione del reato e manterrebbero la fedina penale pulita.

La richiesta di rinvio a giudizio era stata avanzata dal pm Paola Guglielmi per tutti e quattro.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giorgio Caroli, Mauro Gnoni, Giovanni Gabellone e Alberto Ghezzi.

I fatti sarebbero avvenuti all’inizio del 2024, sia all’interno che nelle vicinanze dell’istituto scolastico di Casarano.

In base all’ipotesi accusatoria, sulla scorta delle indagini coordinate dal procuratore capo Simona Filoni, i quattro ragazzi avrebbero minacciato di percuotere il compagno di scuola senegalese e di essersi rivolti a lui con espressioni del tipo: “nero di m…, scottato, ti facciamo diventare bianco”, commettendo con questo comportamento “atti di discriminazione per motivi razziali”.

Va detto che il giovane senegalese era giunto in Italia, nel 2019, con la sorella minore e con la madre, poi morta a causa del Covid. Affidato a uno zio connazionale, in provincia di Lecce, il ragazzo era stato costretto ad abbandonare gli studi. Ma per non rinunciare a ciò, si era recato in Procura per denunciare la situazione. Allontanato dalla casa dello zio con un provvedimento d’urgenza, il ragazzo venne accolto in una comunità ed ora frequenta un’altra scuola, ma a Lecce.

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