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Escono dal Carcere in “codice rosso”, ma al Pronto Soccorso diventa bianco. L’Osapp contro il turismo penitenziario

by Redazione
15 Luglio 2018 16:33
in Attualità
0
ambulanza-118

Un ambulanza del 118

«Turismo penitenziario», così l’Osapp ha definito il via vai di detenuti che, con una frequenza quasi quotidiana, lasciano il Carcere per raggiungere il più vicino Ospedale. Nulla di strano se in ballo c’è la salute o il rispetto per le persone malate che non deve o non dovrebbe fare distinzioni.

Il punto, per l’organizzazione sindacale, è che nella maggior parte dei casi si tratta di “viaggi” che potevano essere evitati. Come si legge in una nota, i detenuti lasciano la struttura alla periferia di Lecce con un «codice rosso», quello che indica i casi più gravi, diretti a sirene spiegate verso il nosocomio, ma quando arrivano al Pronto Soccorso, il colore assegnato cambia e si trasforma in giallo o addirittura bianco nel 90% o quasi dei casi .

Secondo l’Osapp non è solo uno spreco di tempo per i medici che tolgono attenzione ad altri casi più gravi o di denaro pubblico, ma anche di «sicurezza» come dimostra l’evasione da film di «Triglietta», scappato dal “Fazzi”, dove era stato accompagnato per sottoporsi ad una visita medica.

Non si può sempre sperare che “non ci scappi il morto” o che tutto fili liscio, per questo l’organizzazione sindacale, tramite il suo portavoce Ruggiero Damato ha voluto invitare il Prefetto di Lecce, Claudio Palomba e tutte le autorità che si occupano di Pubblica Sicurezza ad ascoltare il grido di allarme della Polizia Penitenziaria che sta vivendo uno dei suoi momenti più bui.

Il primo grande problema è la carenza di personale che si scontra, purtroppo, con l’aumento del numero dei detenuti negli istituti di pena. Per gestire tutto ed evitare disagi, gli agenti affrontano turni massacranti di 8 ore, nel migliore dei casi, che arrivano anche a 10 /12 ore lavorative al giorno.

Da qui, lo stato di agitazione nel penitenziario di Lecce dichiarato dal Portavoce Damato. Una forma di protesta democratica, ma incisiva per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti di tutto il personale della polizia penitenziaria di ogni ruolo e grado.   Il vaso è colpo, per l’Osapp è arrivato il momento di dire «basta».

Tags: carcere
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