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Uffici postali, supermercati e farmacie. 13 rapine architettate da 4 menti di Ugento, finiti ai domiciliari

by Redazione
23 Agosto 2017 14:25
in Cronaca
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Farmacie, supermercati, uffici postali, tabaccherie e distributori di benzina: sono ben 13 i colpi messi a segno e uno tentato da una banda organizzata che aveva fatto delle rapine un vero e proprio “mestiere”. Tutti commessi in appena due anni: dal 2011 al 2013. Gli obiettivi non erano scelti a caso, ma studiati a tavolino in base a quanto potevano “fruttare”  come quando hanno preso di mira una famiglia di imprenditori, di Ugento, bloccati mentre stavano per salire in auto che gli ha fruttato ben 17mila euro. I malcapitati, davanti al fucile a canne mozze con cui erano stati minacciati, non hanno potuto far altro che consegnare l’incasso della giornata. Nella fuga, i malviventi spararono anche un colpo in aria. Stessa scena si era ripetuta, ad esempio, a Casarano, a Gemini o Ruffano dove, sempre con  il volto coperto e muniti di pistole avevano ‘conquistato’ con la minaccia lauti bottini.  
 
Anche il modus operandi era stato pianificato nei minimi dettagli: i quattro – Andrea Minicozzi 30enne e il fratello Vincenzo, 27enne, Daniele Deiana, 25enne e Salvatore De Gaetani, 32enne  finiti questa mattina ai domiciliari – rubavano un’auto qualche giorno prima di compiere la rapina, macchina che poi abbandonavano in località isolate o di campagna quando non serviva più. Non solo, la violenza e l’efferatezza manifestata nei confronti delle vittime era stata scelta dai banditi, tutti volti già noti alle forze dell’ordine, come “segno di riconoscimento”. Tant’è che anche i clienti che si trovavano malauguratamente nell’esercizio commerciale rapinato, finivano per cadere nelle loro grinfie.
 
Un marchio di fabbrica quello della violenza che, alla fine, ha finito per tradirli. A nulla sono servite le ‘accortezze’ utilizzate per evitare di essere scoperti, come quella di alternare i colpi (anche due a serata tant’è che l’operazione è stata denominata «stop and go» per la rapidità con cui andavano in scena) a momenti di apparente tranquillità.
 
La svolta nelle indagini, avviate nel 2011, è arrivata l’anno successivo quando sfumò una rapina ai danni di una Tabaccheria a Melissano.  I banditi erano pronti ad entrare in azione quando hanno “incrociato” per caso un’auto di servizio impegnata in un giro di perlustrazione. Era troppo rischioso, a quel punto, portare a termine il piano e così preferirono scappare a piedi per le strade della cittadina. Purtroppo non passarono inosservati. Durante la fuga, uno dei rapinatori, per evitare di essere riconosciuto abbandonò per strada guanti, passamontagna e persino una maglietta che tornò a recuperare il giorno successivo. Gli uomini in divisa, però, avevano già recuperato tutto.  Stessa cosa per la macchina usata per il colpo, abbandonata con all’interno armi ed indumenti. È bastato osservare meticolosamente i filmati delle telecamere di videosorveglianza per risalire ad uno degli autori, finito poi nei guai. Il primo a “cadere”, insomma, fu Donato Perrotto, 45enne di Casarano per quest’inchiesta soltanto indagato.  
 
Le indagini, meticolossissime, che si sono avvalse della preziosa collaborazione dei colleghi dell’aliquota dei carabinieri della polizia giudiziaria (al comando del colonnello Antonio Massaro) sono continuate utilizzando le più sofisticate tecniche di investigazione: intercettazioni, geolocalizzazioni, esami del Dna  trovato sugli indumenti rinvenuti durante le rapine o nelle auto utilizzate dai colpi e comparato con quello a disposizione dalle forze dell’ordine unite a quelle più tradizionali come le immagini delle telecamere  o l’ascolto delle testimonianze.
 
Insomma, alla fine il cerchio si è stretto. I Carabinieri della Compagnia di Casarano (guidata dal capitano Clemente Errico e dal tenente Gaetano Mitola), insieme ai colleghi del Nucleo Operativo Radiomobile hanno bussato alla porta di Andrea Minicozzi 30enne e del fratello Vincenzo, 27enne, Daniele Deiana, 25enne e Salvatore De Gaetani, 32enne  che hanno eseguito quattro ordinanze di applicazione di misure cautelari in regime di arresti domiciliari emesse dal gip Alcide Maritati, su richiesta del pubblico ministero Roberta Licci. 

Le rapine per le quali si ritengono responsabili i quattro soggetti tratti in arresto nell’operazione “Stop and go” sono le seguenti:

  • 3 Maggio 2011 in Morciano di Leuca (mattinata)- rapina presso Ufficio Postale;
  •  9 Novembre 2011 in Patù (mattinata) – rapina presso Ufficio Postale;
  • 7 Dicembre 2011 in Ugento (serata) – rapina consumata presso distributore di carburanti;
  • 31 Dicembre 2011 in Ugento (serata) – rapina consumata presso distributore di carburanti;
  • 08 Marzo 2012 in Ugento SP Ugento-Casarano Serata (serata) – rapina consumata presso  distributore di carburanti;
  • 26 Marzo 2012 Casarano SP Casarano-Ugento (serata) – rapina presso distributore di carburanti e bar presente nella stazione di servizio;
  • 26 Maggio 2012 in Ugento (tarda serata) – rapina a danno dei titolari di supermercato;
  • 13 Settembre 2012  in Ruffano (serata) – rapina presso distributore di carburanti;
  • 20 Settembre 2012 in Ruffano (serata) – rapina presso Farmacia;
  • 20 Settembre 2012 in Ruffano (serata) – rapina presso negozio autoricambi;
  • 21 Settembre 2012 Casarano SP Casarano-Maglie (serata) – rapina presso distributore di carburanti e bar presente nella stazione di servizio;
  • 22 Settembre 2012 Ugento località Gemini di Ugento (serata) – rapina presso rivendita tabacchi
  • 18 Ottobre 2012 in Melissano (serata) – tentata rapina presso rivendita tabacchi;

In ogni rapina – ci comunicano i Carabinieri – si è fatto uso di armi (pistola e/o fucili) ed in alcune circostanze sono stati esplosi anche colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio, utilizzando autoveicoli o motoveicoli risultati provento di furto.

Tags: rapine
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