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‘Vogliamo potere’, l’urlo di protesta degli studenti leccesi echeggia in cittÃ

by Redazione
31 Luglio 2017 16:52
in Politica
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Oltre duemila studenti leccesi in piazza per continuare nel percorso – già cominciato lo scorso anno – contro la “Buona Scuola”. Una riforma, a detta loro, antidemocratica. Approvata nei mesi estivi dal Governo ignorando la dura opposizione di tutto il mondo della formazione. Nonostante ciò, la mobilitazione è ripartita fin dal primo giorno di scuola in cui gli studenti hanno messo in chiaro che la partita sulla riforma non è ancora chiusa: “Dovrà passare per tutte le nostre scuole ribelli – dichiara Gloria Crisogianni dell'Unione degli Studenti – in cui stiamo già lavorando per alzare le barricate alle novità introdotte dalla riforma e per creare e sperimentare la nostra alternativa in maniera collettiva”. “Sotto il grido del "Vogliamo Potere" gli studenti e le studentesse – continua – hanno costruito un grande corteo di rivendicazioni come riappropriazione di quegli spazi di democrazia che ci hanno sottratto come richiesta di diritti ormai completamente smantellati tanto all'interno delle scuole e delle università quanto all'interno del paese”.
 
La manifestazione ha avuto inizio nei pressi della stazione, sotto gli uffici delle Ferrovie del Sud Est, denunciando l'aumento del 10% sul costo dei biglietti. Necessario un servizio di trasporti di qualità e accessibile a tutti che non costringa gli studenti a dover salire su pullman sovraffollati e fatiscenti, o peggio a dover pagare un occhio della testa per poter raggiungere la propria scuola o la propria università. Oltretutto, i costi d'accesso all'istruzione non si limitano solo ai trasporti. La barriera d'accesso ai percorsi formativi risulta, in realtà, il più grande ostacolo per tantissimi studenti della nostra regione. Da qui, la richiesta dello sforamento del Patto di stabilità che oggi non consente il finanziamento della Legge Regionale sul Diritto allo Studio, approvata nel 2009 ma mai messa in pratica.
 
“Anche gli studenti universitari scendono in piazza – afferma Pantaleo Sergio, coordinatore di Link Lecce Coordinamento Universitario – per contrastare le politiche che oggi stanno completando il processo di smantellamento dell'università pubblica in atto da anni, legittimando ed aggravando il processo di espulsione di massa dagli atenei e le profonde diseguaglianze tra nord e sud del Paese". “Denunciamo infatti – prosegue – la situazione inaccettabile che si è determinata con il nuovo sistema ISEE: decine di migliaia di studenti sono stati esclusi dall’erogazione delle borse di studio, come se fossero diventati improvvisamente tutti più ricchi”. A tal proposito, dopo un presidio romano davanti al Miur, ci fu pure un incontro col Sottosegretario all'Istruzione Faraone per pretendere una presa di responsabilità pubblica e delle soluzioni chiare ai drammatici effetti del nuovo ISEE.
 
“Siamo scesi in piazza con lo slogan 'Senza borsa facciamo le valigie' – conclude Sergio – perché questa espulsione dal sistema del diritto allo studio rischia di determinare la definita esclusione dal mondo della formazione. Per scongiurare gli effetti catastrofici di questo provvedimento nazionale chiediamo che la regione si impegni non solo a garantire la copertura totale sul bando ordinario ma a prevedere anche un secondo bando con criteri meno stringenti per tutelare chi è stato ingiustamente colpito da questo provvedimento".
 
Il corteo è terminato nei pressi del tribunale, dove gli studenti hanno segnalato le tante emergenziali situazioni rispetto all'edilizia scolastica sparse per tutta la provincia, richiedendo un piano immediato di finanziamento per gli interventi sulle strutture in cui gli studenti sono costretti a vivere ogni giorno rischiando la propria pelle. “L'assemblea finale ha dimostrato che l'autunno caldo studentesco è soltanto al'inizio, gli studenti sono già pronti per una settimana di mobilitazione in cui – dichiara Nicolò Ceci, coordinatore dell'Unione degli Studenti Puglia – costruiremo la nostra mobilitazione tema per tema, dimostrando gli effetti distruttivi delle politiche italiane ed europee, lottando per un'alternativa che parta dai luoghi della formazione per conquistare tutto il paese per riappropriarci dello spazio di protagonismo che ci hanno sottratto. Vogliamo potere e ce lo riprenderemo, classe per classe, in ogni scuola e in ogni università!”.

Tags: proteste-studenti
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